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Dal mercato di Rialto a Punta della Dogana

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Dal mercato di Rialto a Punta della Dogana

Dal Mercato di Rialto prendete la Ruga Rialto, la strada che conduce dal mercato verso campo San Polo, e godetevi i negozi di abiti e scarpe, i ristoranti e la bellezza dell’architettura, fino ad arrivare alla Casa di Goldoni, l’abitazione del famoso commediografo veneziano che ora è un museo.

Proseguite verso Campo San Tomà e ristoratevi con un buon cicchetto e un calice di vino al Basegò dopodiché raggiungete e visitate la meravigliosa Chiesa dei Frari nel campo omonimo. La Chiesa custodisce numerose opere d’arte come ad esempio la celebre Assunta del Tiziano, il polittico di Giovanni Bellini, la Tavola di Sant’Ambrogio di Alvise Vivarini. Da ammirare il maestoso coro ligneo e i monumenti dedicati a Canova, a Tiziano, al doge Nicolò Tron e al doge Francesco Foscari.

Dai Frari continuate verso la pasticceria Da Tonolo, tra le più antiche di Venezia e assaggiate i dolci e le pastine, quindi dirigetevi verso campo Santa Margherita, in cui si ritrova tutta la gioventù veneziana, attraversatelo fino al PONTE DEI PUGNI.

Sopra il ponte potete vedere posizionate delle impronte in pietra d’istria che riproducono un piede: anticamente Venezia era abitata da due fazioni ben distinte i Castellani che  i sestieri di Castello, di San Marco e di Dorsoduro, mentre i Nicolotti abitarono quelli di San Polo, Santa Croce e Cannaregio. Tali fazioni assunsero anche usi differenti: quella dei Castellani portava berretti e sciarpe rossi, che si contrapponeva al nero dei Nicolotti; questo ponte non aveva ringhiere e faceva da “confine” tra le due parti avverse.

Da settembre fino a Natale si sfidavano a colpi di pugni sopra il suddetto ponte. Vinceva la squadra che faceva cadere in acqua il numero maggiore di avversari.  Il giorno dello scontro, i contendenti (anche trecento per parte) si schieravano alle estremità del ponte. Lo scontro vero e proprio era preceduto da una sfida che coinvolgeva i campioni delle due squadre, ciascuno dei quali poneva i propri piedi sopra due delle impronte presenti sulla superficie della pavimentazione. Ben presto, subentravano nello scontro anche gli altri contendenti.

Il fronte che fosse riuscito a sconfiggere quello avversario avrebbe potuto porre le proprie insegne sul ponte: logicamente, esso non era perpetuo e ciò permetteva che, al rivendicare la proprietà dell’altro schieramento, avvenisse un nuovo scontro. Spesso anche il pubblico si lasciava coinvolgere. Dato che gli scontri sovente potevano durare anche varie ore, al calar delle tenebre interveniva la gendarmeria per farli cessare.

Nel 1705, quando dai pugni si passò ai coltelli, fu proibito questo tipo di contesa. Per dare alla gente altre possibilità di sfogo, venne istituito un altro gioco, detto delle Forze d’Ercole: la piramide umana più alta, costruita durante il Carnevale di Venezia in Piazza San Marco, era premiata dal doge in persona. Il ponte venne ricostruito attorno al 1870: vennero aggiunte solo allora le ringhiere in ferro.

Attraversate il ponte dei pugni e andate verso il campo dell’Accademia dove troverete le omonime Gallerie un museo statale, che raccoglie la migliore collezione di arte veneziana e veneta tra il XIV al XVIII secolo.

Tra i maggiori artisti rappresentati figurano Tintoretto, Tiziano, Canaletto, Giorgione e Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio e Veronese, Vi si conservano anche altre forme d’arte come sculture e disegni, tra i quali il celeberrimo Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci (esposto solo in particolari occasioni).

In campo dell’Accademia potrete inoltre ammirare il secondo ponte che attraversa il Canal Grande. Fu costruito nel 1800 durante la dominazione austriaca, poi a causa di problemi strutturali fu ricostruito provvisoriamente in legno da Eugenio Miozzi in soli 37 giorni.  Venne aperto al pubblico il 15 febbraio 1933e e non è stato più sostituito. All’epoca dell’inaugurazione, era il più grande ponte ad arco in legno di tutta Europa.

Non attraversate il ponte ma proseguite costeggiando le Gallerie fino ad imboccare la calle verso il campo San Vio andate sempre avanti fino ad arrivare alla Collezione Peggy Guggenheim, un tempo anche sua abitazione privata e ora un museo che ospita una collezione di opere d’arte europea e statunitense del ventesimo secolo: opere cubiste, surrealiste e di espressionismo astratto. Se andate a visitarla oltre alle splendide opere non mancate di godervi la magnifica vista sul Canal Grande dalla terrazza che troverete all’interno del palazzo che ospita la Collezione.

Se proseguite ancora un po’ attraverso le calli arriverete, dopo un sotoportico e un ponte di legno alla Chiesa della Madonna della Salute, continuate il percorso costeggiando la riva fino all’estrema punta della dogana dalla quale potrete ammirare tutto il bacino San Marco da una parte e dall’altra la Giudecca e l’isola di San Giorgio.

La Punta della Dogana prende il nome dall’edificio seicentesco, che ai tempi della Repubblica di Venezia, per la sua posizione centrale tra il Bacino di San Marco e l’imbocco del Canal Grande e del Canale della Giudecca, veniva utilizzato come sede doganale per le merci e i beni oggetto del commercio navale. Ha una torre sovrastata dalla Palla d’Oro, sfera in bronzo dorato sostenuta da due atlanti, a raffigurare il mondo su cui poggia la statua detta “Occasio”. Tale statua rappresenta la Fortuna rotante ad indicare la direzione del vento e, simbolicamente, la mutevolezza della fortuna stessa.

Importanti lavori di restauro hanno consentito nel 2009 la realizzazione all’interno del complesso della Dogana da mar di un centro d’arte contemporanea su commissione di François Pinault, proprietario di Palazzo Grassi e collezionista d’arte contemporanea.

2017-11-16T16:49:25+00:00

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